SERVE CHIAREZZA!!!!

Scritto da Fabio Esposito. Postato in Blog

Purtroppo dopo il poco "elegante" allontanamento del preparatore atletico del Modena Calcio qualche settimana fa, siamo ancora di fronte ad un attacco ingiustificato nei confronti di questa figura professionale. Questa volta a mettere sotto accusa questa categoria è l'autorevole quotidiano "rosa" che titola in questo modo un articolo riguardante l'analisi degli infortuni avvenuti nel campionato cadetto: "GIOCO VIOLENTO E PREPARATORI FLOP: LA B SI E' SPEZZATA".

L'articolo parla di un campionato in cui le società sono falcidiate dagli infortuni e come al solito viene chiamato in causa il solo preparatore atletico, come se fosse l'unico responsabile.

Si parla come al solito di errori nel periodo preparatorio precampionato (preconcetto che purtroppo non si riesce a far togliere dalla testa agli addetti ai lavori o presunti tali).

Senza entrare nel dettaglio della valenza del periodo preparatorio e quindi nella metodologia dell'allenamento, che richiederebbe molto tempo, vorrei solo fare una semplice analisi statistica partendo dai numeri citati nell'articolo.

In tale articolo vengono descritti 77 infortuni di cui 43 di natura traumatica e 34 di natura muscolare, e fin qui nulla da dire. C'è da precisare che questi numeri non mi sembrano "ufficiali" anche perchè le società di B non sono tenute a comunicare i vari infortuni e le relative dinamiche di recupero (cosa che avviene per alcune società che fanno parte di uno studio UEFA che va avanti da diversi anni e che analizzeremo in seguito), ma prendiamoli per buoni.

Lo studio UEFA prende in esame le 22 squadre europee partecipanti alla Champions League e ne analizza gli infortuni durante l'intera stagione (luglio-maggio, quindi 11 mesi).

Andando ad osservare questo studio, vediamo che nella stagione 2012-2013 le squadre hanno effettuato in media 199 allenamenti e 57 gare ufficiali, quindi circa 20 allenamenti e 5,8 gare mensili.

 

Quindi questo studio è molto vicino a quello che succede nel campionato cadetto (22 squadre e molte gare tra campionato e coppa italia).
Se andiamo ad analizzare gli infortuni dettagliati nello studio notiamo quello che segue:

Guardando i numeri vediamo che il totale degli infortuni è 865, quindi circa 40 a squadra distribuiti durante tutta la stagione, e di questi, la fetta più importante è rappresentata dagli infortuni di natura muscolare e legamentosa (53,5%).

Il numero maggiore di infortuni avviene in gara e l'incidenza è pari a circa 22 infortuni/1000hr di esposizione (gare), il che vuol dire 1 infortunio a squadra ogni 3 gare, quindi 2 infortuni a squadra ogni mese nelle sole gare ufficiali.

 

Inoltre guardando la distribuzione degli infortuni durante tutto l'anno, notiamo che il periodo critico è quello che va da agosto a dicembre (vedi caso proprio il periodo preso in esame nell'articolo della Gazzetta).

 Analizzando quindi solo questi pochi e semplici dati "ufficiali" possiamo fare un parallelo con i dati illustrati nell'articolo citato in precedenza.
Lo studio UEFA ci dice che nei primi 5 mesi di attività (luglio-novembre) gli infortuni registrati sono stati 426 quindi una media di 19 per squadra (circa 4 al mese).

Se li confrontiamo con i 77 riportati nell'articolo, notiamo che questi ultimi sono nettamente inferiori (82% in meno)

 

Ancora, gli infortuni di natura muscolare, tanto cari ai pseudo conoscitori di calcio per attaccare i preparatori, nell'articolo sul campionato cadetto sono 34 su 77 (quindi il
44,15%), mentre come visto in 
precedenza nel rapporto UEFA sono il 53,5%, quindi anche in questo caso siamo molto indietro come numero di eventi.

Per concludere questa analisi dei dati, credo possa essere opportuno anche analizzare l'andamento degli infortuni riferiti alle gare nei rapporti stilati dalla UEFA negli ultimi 12 anni.
Di seguito i risultati:

 

 La stessa UEFA in uno dei suoi rapporti conclude così:

"L'incidenza degli infortuni durante gli allenamenti e le gare erano stabili nelle stagioni analizzate. Il rischio di lesioni aumenta con il tempo di esposizione in ogni tempo delle partite."
Quindi i numeri riportati dalla GdS dovrebbero mettere in luce una condizione ottimale rispetto alla media di infortuni rilevati dalla UEFA e si dovrebbe "esaltare" la figura del preparatore fisico invece di denigrarlo.

Sappiamo benissimo però che c'è tanto da lavorare sempre per evitare problematiche che possano tenere fuori giocatori che rappresentano un "capitale" per le società e c'è sempre da analizzare in maniera critica il lavoro che si fa con l'intero staff.

Sarebbe opportuno però che chi scrive su tali argomenti si informi quantomeno sui numeri e cerchi di capire per bene lo sport di cui parla.

Non pretendiamo che ci siano competenze metodologiche specifiche da parte di chi scrive, ma non si deve attaccare una categoria in maniera illegittima, penalizzando ulteriormente una figura già troppo bistrattata.

Probabilmente dovremmo essere soprattutto noi preparatori a dialogare di più ed in maniera più costruttiva per far comprendere la necessità di analizzare il calcio dal punto di vista del modello prestativo e non far credere che il calciatore sia un atleta "prestato" al calcio, ma sia semplicemente un "calciatore", come lo è un velocista, un cestista o un pallavolista ecc....

Per chi volesse approfondire può trovare l'articolo della UEFA a questo link:
http://www.uefa.org/MultimediaFiles/Download/uefaorg/Medical/02/07/01/41/2070141_DOWNLOAD.pdf


Fabio Esposito
presidente regionale AIPAC Campania

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Built with HTML5 and CSS3 | Copyright © 2013 Fabio Esposito